giovedì 9 agosto 2012

I mercenari della democrazia


via Byline

I mercenari della democrazia fonte: etleboro.blogspot.it

 

Citando un fantomatico comunicato scritto da un presunto portavoce, i media internazionali hanno accreditato senza esitazione la defezione del Primo Ministro siriano, mentre i terroristi attaccavano la sede della televisione di Stato con una bomba. Al contrario, secondo fonti governative della Siria, non vi è stata alcuna fuga dal Governo e, dopo aver smentito l’abbandono di altri Ministri, viene annunciato che l’ex Premier Riad Hijab è stato solo dimesso. Non è un caso, infatti, che il comunicato sia stato trasmesso da Al Jazeera, senza mostrare nessun filmato o prova visiva materiale della presenza in Giordania del Primo Ministro siriano. Tale scenario era stato anticipato proprio dai servizi segreti cinesi – molto attivi nelle attività di intelligence di contrasto alla guerra della disinformazione – che avevano parlato di ‘false defezioni’ montate a livello mediatico dalle lobbies occidentali per dare l’illusione al mondo che il regime di Bashar al Assad sia vicino all’ineluttabile disastro, e con lui anche la Siria. E’ invece sempre più chiaro che Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele, Qatar e Turchia sono pronti ad invadere la Siria, sotto la bandiera della ‘guerra umanitaria’, oppure un’invasione soft’. E’ ancor più evidente che hanno dato il Premio Nobel per la pace al Presidente americano più sbagliato,  su decisione della più corrotta commissione del mondo.

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Filmato trasmesso sulla televisione ufficiale siriana  il 23 luglio 2012. Il notiziario spiega come aziende americane finanziate da Qatar e Arabia Saudita stanno costruendo scenografie a grandezza naturale dei quartieri di Damasco a Hollywood, per mettere in scena la caduta della capitale. Viene inoltre evidenziato che sono state già previste le defezioni degli alti funzionari.

Le informazioni rimbalzano da forum, blog e utenti sintetici sino ai grandi media, copiando ed incollando false immagini, deliberate manipolazioni e veri e propri filmati cinema, montati in  studi televisivi. I movimenti virtuali, che nascono e si sviluppano soprattutto sui socialnetwork, vengono creati e gestiti sempre dagli stessi user,  molti di loro già presenti  nei gruppi che hanno promosso i fenomeni di massa di Occupy Wall Street, Anonymous e Indignados.  Tra i motori della disinformazione compare l’Osservatorio Siriano  per i diritti umani - gestito da un certo Rami Abdulrahman – la cui informazione viene rilanciata da tutti i media pellegrini, che come pappagalli propagandano tali notizie accreditando questa fonte nata dal nulla.
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L’opera criminale della disinformazione dei media occidentali

Dinanzi a tale scempio, le intelligence sono scomparse e hanno disertato, lasciando ampio spazio di manovra ai mercenari delle lobbies, che stanno congiurando per portare gli Stati Europei in guerra. L’Italia non si sta sottraendo in alcun modo a questo gioco-forza, ormai schiava della vigliaccheria e del servilismo.  E’ diventata un assassino al servizio dei ‘petronazi’, un mercenario dei media e dell’opinione pubblica sintetica, un covo di falsi ministri  e traditori, con governi di copertura gestiti da congreghe e massonerie, associazioni, circoli, e tutta la finanza creativa necessaria per coprire sporchi traffici.
Il nostro Presidente Giorgio Napolitano, che di ipocrisia se ne intende, ha fatto segnare il degrado più assoluto delle istituzioni, che non è mai stato più basso dalla costituzione dello Stato italiano. La più alta carica dello Stato, mentre giornali e giornalisti erano in preda ad un fanatico voyerismo sulla carneficina della Libia, è rimasto in silenzio. Il Ministro degli Esteri Terzi, oltre a non contare assolutamente nulla, sostiene i terroristi di Al Qaeda, che i soldati italiani invece combattono morendo in Afghanistan. Le immagini degli agguati dei mercenari le abbiamo temute e combattute, ed oggi il Ministro Terzi sostiene chi sparava sulle nostre teste. Ma l’Italia non può per una scelta strategica  schierarsi dalla parte del terrorismo, di chi sgozza esseri umani e spara a brucia pelo. El Alamein, le battaglie in Russia e le altre gesta eroiche dei nostri valorosi antenati non assomigliano minimamente ai droni e alle strategie di acquisti del nostro Ministero della Difesa. Spieghino quindi, i nostri signori della guerra, quanti ‘business’ sono stati fatti dal 2001 ad oggi  grazie alla guerra contro il terrorismo, e quanti fronti sono stati aperti per derubare gli Stati più deboli delle loro materie prime?
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Manifestazione in sostegno al governo siriano tenuta a Sydney questa domenica 5 agosto.
Oggi, ancora una volta, abbiamo da una parte liberi cittadini siriani che in tutto il mondo difendono Bashar al Assad, con cortei e manifestazioni, mentre dall’altra una pseudo-opposizione fatta di estremisti guerriglieri, che si nasconde dietro un passamontagna. Mentre i giornalisti siriani vengono uccisi e linciati, Al Jazeera trasmette immagini e comunicati delle oppressioni dell’esercito siriano. Proviamo davvero una profonda vergogna per questa classe dirigente fatta da corrotti cocainomani, servi delle corporations e delle congreghe. Una volta c’era la Gladio, ed ogni Stato occidentale ne aveva una. Ci sono state mille controversie e tanti morti: erano uomini illusi, convinti di difendere una patria già venduta. Oggi Al Qaeda, prodotta dalle stesse entità che l’hanno combattuta, prolifera delinquenti, assassini, promettendo compensi e salari, per poi  mandarli sul fronte come carne da macello. Sta però arrivando il momento in cui i committenti di bombardamenti ed invasioni dovranno rispondere dei massacri e delle barbarie, ci sarà un Tribunale dell’Aja anche per i ‘portatori di democrazia’. La nostra speranza vive oggi nella nostra stessa forza di reagire a questa deturpazione della civiltà che ci apparteneva. Uno di noi vale mille di voi…
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Le immagini mostrano circa 650 Peshmergas che fanno ritorno dopo essere stati addestrati in un campo a Duhok, nel Kurdistan del Sud, al confine con la Siria. Secondo speculazioni da Ankara, Damasco avrebbe consentito l’avanzamento dei ribelli kurdi lungo la frontiera con la Turchia, come risposta alla possibile aggressione turca.

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