giovedì 14 giugno 2012

Matrimonio civile per le coppie omosessuali: ci siamo o ci facciamo?


via Byline

Foto di Beppe Ramina - Bologna Pride 2012

A proposito dell’iniziativa di legge popolare sulle “unioni civili”, è quantomai urgente affermare che la discriminazione anti-omosessuale non si manifesta soltanto nel negare puramente e semplicemente ogni diritto, ma può altresì celarsi anche nel riconoscimento di diritti parziali, distorti, sancendo così una disuguaglianza sostanziale. Bene dunque ha fatto Rete Lenford, l’avvocatura per i diritti LGBT, a non sottoscriverla e a suggerire di fare altrettanto.

Ciò detto, stupisce quel comunicato congiunto a firma Arcigay, Agedo, Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno e Genitori Rainbow, che critica la proposta di legge sulle unioni civili, che sostiene la battaglia per il matrimonio civile per le coppie omosessuali e che invita a una contro-raccolta di firme. Pare una gara a chi raccoglie più sottoscrizioni.

Stupisce perché la maggiore delle associazioni elencate, Arcigay, sono più di quattro anni che afferma di voler presentare una proposta di legge d’iniziativa popolare, con cui battere l’Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest, con mille e più banchetti, per raccogliere sostegno a una riforma del diritto di famiglia che estenda anche alle coppie omosessuali l’accesso all’istituto del matrimonio civile.

Totale delle proposte di legge sul matrimonio civile presentate da Arcigay: zero; quando un ritardo si protrae nel tempo diventa un’assenza, riempita da altri soggetti per i loro legittimi ma non condivisibili scopi.

In politica si vince quando si è capaci di determinare l’agenda e le parole d’ordine; invece qui si rincorrono le proposte altrui e le si chiosa, mentre sarebbe stato indispensabile agire per tempo.

Purtroppo Arcigay non lo fa, perché non ha una classe dirigente degna di questo nome, con una visione e uno spessore capace d’imporre i propri obiettivi. Manca, in altre parole, di leadership, né se ne vede alcuna all’orizzonte.

Dopo le sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione – che chiariscono un concetto indigesto ai partiti, ovvero che la Costituzione già permette l’accesso al matrimonio civile anche alle coppie omosessuali, se il Parlamento deciderà di legiferare in questo senso – ci sarebbe bisogno di una grande mobilitazione, per accompagnare queste vittorie in punta di diritto con altrettante pressioni sociali.

Invece l’unica campagna che parte è a sostegno delle unioni civili. Che furbizia, che acume, che lungimiranza.

O piuttosto: che schizofrenia.

***

Una domanda semplice semplice: quando partirà la mobilitazione a sostegno del matrimonio civile?

(M’aspetto risposte certe, non ripetute promesse).

Sent from my iPad

Nessun commento:

Posta un commento