mercoledì 20 giugno 2012

“La Repubblica” invita Monti … e di nuovo noi paghiamo

Danni economici e ire dei cittadini di Bologna per il coprifuoco sceso dopo l’invito nel centro storico del Premier Monti al trentennale del quotidiano La Repubblica. Inerzia delle autorità locali che costringono alla chiusure tutte le attività economiche in zona e in casa gli abitanti. Grande interesse ha destato la kermesse organizzata per l’ anniversario dal quotidiano in terra felsinea ma che è rimasta l’iniziativa di un soggetto privato che dovrebbe sostenerne tutte le spese. Se Cnn, Bbc o Der Spiegel invitano il premier alla festa della propria testata giornalistica si assumono anche le spese per la sicurezza e i costi dei danni di eventuali malintenzionati. Ma questo non vale in Italia se l’organizzatore è uno dei principali quotidiani nazionali. Gli amministratori emiliani si comportano ancora una volta più che da nipoti dei “padri della patria” (gli avi della resistenza) da “padroni”

Domenica, 17 giugno 2012 - 18:39:00
di Antonio Amorosi
repubblica ai

Hanno fatto il giro del mondo, arrivando alla Cnn americana, i tafferugli di ieri a Bologna alla “Repubblica delle idee”. Il premier Mario Monti, invitato al trentennale organizzato dal quotidiano La Repubblica ha attratto al centro della città medievale, nei pressi del Teatro “Arena del Sole” in cui era ospite, anche qualche centinaio di contestatori. Le forze dell’ordine hanno gestito con grande professionalità piccoli scontri di poco conto ma numerosissimi cittadini ci hanno contattato inferociti perché più gravi sono state le conseguenze: i danni economici direttamente subiti e i costi dell’operazione sicurezza a carico della collettività. “Sembrava di stare a Berlino Est. Non c'era modo di rientrare in casa. E questo è un evento privato, non è un incontro istituzionale!” ci ha detto Pietro arrabbiatissimo, a caldo, mentre non riusciva a rientrare nell’appartamento. La questione posta era sempre la stessa: bellissima l’iniziativa de La Repubblica ma perché il Comune di Bologna dà il lasciapassare a un evento privato nel centro della città medievale con esorbitanti costi logistici e di sicurezza che ricadono sulla cittadinanza e lo Stato?

Si sono rilevati danni economici ai negozianti che hanno dovuto chiudere per tutto il pomeriggio. Danni ai contribuenti che pagano carabinieri, polizia, finanza, digos, vigili, elicotteri e tutto l’assetto antisommossa, in ogni dove, che ha gestito per ore il centro storico.

Perché dobbiamo obbligare le forze dell’ordine a scandagliare e bloccare una città quando lo stesso evento organizzato in uno stabile periferico avrebbe evitato ogni costo per la collettività e ridotto i manifestanti ad uno sparuto gruppo? E quale danno hanno causato le ore di mancato incasso ai commercianti visto che hanno dovuto chiudere tutto il pomeriggio e in quelle zone non si poteva né entrare né uscire?

“Per la nostra attività un danno economico superiore al migliaio di euro. La gente non poteva raggiungere l’area per tutto il pomeriggio. Neanche un avviso dalle autorità per quello che sarebbe accaduto! Da 8 anni che siamo qui non ho mai visto una roba del genere, neanche con Berlusconi”, ci ha detto Maurizio che con Iacopo, Valerio e Fabio è titolare della gelateria Stefino di via Galliera. “Altro che disagi, è stato un disastro” ha aggiunto arrabbiatissima Cristina Rubini titolare di Miss Pizza. Sfilando per le strade erano veramente tanti i commercianti inviperiti con le serrande abbassate e bloccati all’interno. Alba Ballanti di Fini Sport che a Il Resto del Carlino ha dichiarato: “Perché non ce l’hanno detto? Avremmo tenuto chiuso” o Ilaria Naldi della sua profumeria: “Potevano organizzare l’evento in Fiera e creare meno disagi”. E a tutti i commercianti della zona del centro chiuso vanno aggiunti i 400 stand completamente smobilitati del mercato Piazzola che ogni sabato fanno incontrare 30 mila persone.

Tutto questo per un giorno potrebbe anche valere la pena, vista la qualità dell’ evento. Il problema è un principio di base violato. In una democrazia giusta le regole valgono sempre e per tutti. Ai commercianti e a quelli che si sono sentiti ingabbiati nel coprifuoco è sembrato invece che fossero stati usati due pesi e due misure; ed è quello che fa più rabbia, nonostante le perdite economiche per le attività commerciali in questa fase di crisi; sembra proprio che c’è chi può fare tutto e chi invece non può fare niente!

Se un privato cittadino o una società invitano nel centro storico di una città medievale, ad una propria festa, il premier o un famoso personaggio che può essere a rischio, si sentiranno di certo arrivare un diniego e l’ordine si spostare l’evento in un luogo più gestibile logisticamente. Le autorità non possono certo trasformare kilometri di strade in zona rossa per un evento privato!  Se queste conseguenze sono a volte inevitabili per eventi istituzionali (se un premier deve insignire di un’onorificenza persone che rischiano la vita o se deve recarsi nei luoghi di un terremoto per rendere il Governo operativo) non si capisce perché occorra crearle per un evento privato.

Se la Cnn, la Bbc o Der Spiegel tedesco invitano il premier alla festa della propria testata giornalistica si assumono anche le spese della sicurezza e i costi dei danni che eventuali contestatori possono arrecare al luogo in cui la festa si è svolta. E’ amaro dire che questo costume non sembra ancora prendere piede in Italia non tanto per il volere del giornale in oggetto ma per istituzioni che  sembrano accomodanti solo con chi ha potere, quando si tratta di scegliere tra il “cittadino La Repubblica” e il cittadino comune.

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