lunedì 4 giugno 2012

Giornata Mondiale dell’Ambiente. Allarme CO2 ma il pianeta può essere salvato.


via Byline

fiori, ambiente

WED 2012. WORLD ENVIRONMENT DAY.Oggi, 5 giugno, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. In molti hanno capito che l’ambiente non è qualcosa separato da noi uomini, un semplice ‘pavimento’ su cui viviamo, o una mera ‘cornice’ verde alle nostre azioni. E’ sempre maggiore l’attenzione che l’essere umano sta rivolgendo all’ambiente, visto come parte integrante dell’esistenza, o per meglio dire, un fondamentale ingrediente per la continuazione della vita. I temi ‘verdi’ occupano sempre più spazio sui giornali, alle conferenze, in televisione e sul web. Ma quanto, oltre la teoria, il genere umano si sta concretamente impegnando per salvare l’ambiente?

LA GREEN ECONOMY INCLUDE ANCHE TE? Dunque, il tema di quest’anno della Giornata mondiale dell’ambiente è una domanda: la green economy include anche te? ”Dobbiamo lasciarci alle spalle il mito che economia e benessere ambientale sono in contraddizione”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel suo messaggio in occasione di Wed2012. Siamo nel terzo millennio e, giustamente, non è più una ‘provocazione fantasiosa’ affermare che non è possibile, nè sufficiente, valutare il benessere di un paese o di una popolazione – o meglio del pianeta – solo basandosi sul Pil.
Sono tanti i fronti su cui le persone possono agire per migliorare la propria vita preservando l’ambiente, e non occorre fare miracoli o tuffarsi in ‘missioni impossibili’. Un esempio? Se solo si riuscisse a dimezzare gli sprechi alimentari, si potrebbero ridurre le emissioni di gas serra almeno del 5%, secondo il Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn).

C’E’ POCO TEMPO. C’è un elemento che complica il ‘tranquillo’ cammino verso quella ‘vita verde’ che ormai tutti approvano e desiderano: il tempo. Col passare dei secoli le azioni umane hanno calpestato l’ambiente senza pensare alla vita che andavano distruggendo, e ora, con tutta questa irrispettosa incoscienza, dobbiamo farci i conti. Dobbiamo fare i conti con un avversario resistente e difficile da combattere, naturalmente (neanche a dirlo) alimentato dall’uomo: l’anidride carbonica.

DATI ALLARMANTI. I dati della National oceanic and atmospheric adnministration (Noaa) annunciano il superamento di limiti che portano il nostro pianeta indietro di 800 mila anni.  Il limite per gli scienziati si chiama 400 parti per milione (ppm) di CO2 in atmosfera, una concentrazione che il nostro pianeta non conosce da 800.000 anni, o meglio non conosceva. Il livello di CO2 nell’atmosfera di Barrow, in Alaska, ha raggiunto 400 ppm ed è la prima volta che una misura media mensile per i gas serra raggiunge questo limite in una postazione remota. A Barrow, l’unico sito del grande nord con monitoraggio continuo della CO2, il valore medio mensile di 400,00 ppm CO2 è stato raggiunto per la prima volta ad aprile. La CO2 ha raggiunto almeno una volta, in aprile e maggio, le 400 ppm in altri 6 siti artici dell’International cooperative air sampling network della Noaa: a Flask Barrow, sempre in Alaska in Canada, Islanda, Finlandia, Norvegia, e in un’isola nel Pacifico settentrionale. (fonte dati http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=16167)

Dunque, ben venga la green economy, ma non basta, o almeno non basta più; forse sarebbe stata sufficiente se avessimo iniziato ad applicarla un bel po’ di anni fa. Oggi, all’impegno quotidiano delle singole persone, dovrebbe aggiungersi anche una seria green policy planetaria che coinvolga l’intero pianeta a 360 gradi, ognuno secondo le responsabilità che si trova a ricoprire. Il punto è che quello che può essere fatto, deve essere fatto, e al più presto. Iniziare ad informarsi sulle condizioni dell’ambiente e su come modificare le proprie abitudini, è un punto di partenza di un percorso ‘obbligato’ se vogliamo salvare la vita su questo pianeta.

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