sabato 16 giugno 2012

Emilia, quel villaggio in dono ai terremotati che nessuno vuole - Corriere.it

Emilia, quel villaggio in dono ai terremotati che nessuno vuole

A pochi chilometri da Cavezzo, epicentro del terremoto in Emilia, c'è un villaggio di casette dotate di tutti i confort che da subito potrebbe ospitare comodamente 110 persone. Con piccoli interventi il numero dei posti letto può anche essere raddoppiato, perchè l'area è urbanizzata e dotata di tutti i servizi necessari: luce, acqua, gas, riscaldamento ed aria condizionata. Un piccolo patrimonio abitativo che, senza pagare nulla, potrebbe essere rapidamente messo a disposizione dei senzatetto dell'Emilia. Appunto «potrebbe» perchè nei fatti quel villaggio rischia tra qualche giorno di essere smontato pezzo per pezzo e smantellato. E tutto perchè nessun si è fatto avanti per accettare l'offerta di avere gratis quelle case. Ma c'è di più: si stenta persino ad individuare l'interlocutore istituzionale (Protezione civile? Regione? Provincia? Comuni?) col quale intavolare la discussione per questa donazione.

--> -->
A 0 persone piace questo contenutoA 0 persone non piace questo contenuto
A GIORNI SARA' SMANTELLATO - Il villaggio che nessuno vuole è quello che fino a pochi mesi fa ospitava gli operai e i tecnici del tratto modenese del cantiere dell'alta velocità. Dopo sei anni il cantiere chiude e le maestranze della «Fincosit Grandi Opere» vanno via, ma le case restano ancora lì. La ditta come sempre in questi casi provvede a smantellare il villaggio smontandolo pezzo per pezzo e vendendo quel che è possibile. Ma in questo caso si è detta pronta a cederlo gratis ai terremotati dell'Emilia. Solo che si trovi qualcuno che accetti la donazione. A farsi portavoce dell'offerta è stato il presidente della Misericordia di Modena Daniele Giovanardi, fratello dell'ex ministro Carlo, che lamenta di non riuscire ancora a trovare gli interlocutori. «Questi prefabbricati sono attrezzati con riscaldamento, acqua, luce e condizionatore per l'estate - spiega - io per la Misericordia avevo già fatto la richiesta, accettata qualche settimana fa, di mantenere due fabbricati per uso della Confraternita poi ho pensato di sottoporre all'attenzione dei titolari dell'azienda questa proposta e loro si sono resi immediatamente disponibili, ma nessuno fino ad oggi si è fatto concretamente avanti».

SINDACI SCETTICI - Gli unici a dire almeno come la pensano sono alcuni sindaci della zona che sono piuttosto scettici. «E' sicuramente un'offerta molto generosa- ha detto il sindaco di Finale Emilia Fernando Feriali - ma innanzitutto bisogna valutare se le persone sono disponibili ad allontanarsi dal loro paese, poi anche come sarà gestito lo smantellamento futuro dei prefabbricati». I sindaci battono molto sul radicamento territoriale. «In questo momento non credo che i miei cittadini sarebbero disposti a lasciare le loro radici - ha spiegato il sindaco di Concordia Carlo Marchini- perciò anche se accettassimo la proposta penso sarebbe difficile trovare persone disponibili a spostarsi».

Alfio Sciacca
asciacca@corriere.it
16 giugno 2012 | 12:35© RIPRODUZIONE RISERVATA

Inviato da iPad

Nessun commento:

Posta un commento