martedì 5 giugno 2012

Draghi sta scrivendo il piano per salvare l'euro


via Byline

Un piano c'è. Lo sta mettendo in piedi il governatore della Bce, Mario Draghi. Il premier Mario Monti è informato visto che si tiene in stretto contatto - li ha visti anche in queste ore - con il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e soprattutto con il direttore della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni. Il governatore Ignazio Visco è informato passo passo ma non sarebbe molto bello che il numero uno di via Nazionale vada a palazzo Chigi tantomeno che il premier si faccia vedere a palazzo Koch: sarebbe comunque preso come un segnale di debolezza. Lavorano dunque le diplomazie parallele.

Monti manda avanti il suo collaboratore più fidato, il ministro per l'Europa Enzo Moavero. Il piano in sostanza dovrebbe consentire di mettere in sicurezza l'euro. Ha un meccanismo semplice. Viene fissato un tetto al rapporto deficit-pil. In queste ore si sta studiando a quota 60%. Tutto ciò che è in surplus viene tolto alle casse dei singoli stati e viene trasferito in un fondo gestito da Francoforte. Gli effetti sarebbero ovviamente immediati visto che ogni stato avrebbe in questo modo la possibilità di pagare meno interessi. Per quanto riguarda l'Italia significherebbe un alleviamento di 20-30 miliardi.

Ma soprattutto la moneta prenderebbe fiato e potrebbe rilanciarsi. Le resistenze in sede europea sono soprattutto della Germania che in questo modo non otterrebbe nessuno effetto positivo. Al contrario, finirebbe col pagare un dazio. Per questo la Merkel continua a chiedere un tetto più alto, almeno all'80% deficit-pil. Ma non c'è più tempo per tattiche e giochetti. Di qui l'avviso mandato da Obama: non cercate soluzione pasticciate, i mercati non capirebbero, crolla tutto. La deadline è il G20. Se per quell'appuntamento non c'è una soluzione, dietro l'angolo c'è l'abisso.

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